Sala 2

La Terra di Mezzo 

OFIOLITI E NISPORTINO

Le rocce che formano i monti e le falesie che da Capo Vita costeggiano Monte Grosso - con le tracce della sua piccola miniera di manganese - , salgono al Volterraio, scendono alla Rada e alla Villa romana delle Grotte, e arrivano a meridione fino al santuario di Monserrato sopra Porto Azzurro, sono porzioni del fondo marino di un bacino di origine oceanica, oggi scomparso, che dal Giurassico medio all’Eocene medio si apriva nell’area ligure-piemontese. Sono rocce magmatiche ofiolitiche (gabbro, serpentinite, basalto: 170 - 150 Ma) e sedimentarie (diaspri, calcari selciferi di Nisportino, calcari a Calpionelle e argille a Palombini: 150 - 100 Ma), sradicate dal loro substrato e giunte fino alle nostre contrade durante l’orogenesi appenninica, fra 30 e 10 milioni di anni fa (Oligocene medio - Miocene superiore.

IL VOLTERRAIO

La Fortezza del Volterraio domina la Rada di Portoferraio. Venne edificata nel Medioevo dai Pisani, ma le sue fondamenta si perdono nella storia e nei miti del popolo etrusco. Dal suo camminamento di ronda il panorama dell’Arcipelago è grandioso. La storia lo rende il simbolo della indomita resistenza elbana alle incursioni di Barbarossa e Dragut: “depredarono e saccheggiarono tutti i castelli e i luoghi aperti dell’isola posti a ferro e fuoco, meno che l’inaccessibile fortezza del Volterraio edificata sopra un dirupo sasso, di cui non riuscì loro impadronirsi” scrive ai primi dell’Ottocento Lorenzo Taddei Castelli. Il dirupo sasso è una tavolozza di colori: è fatto di rossi diaspri e basalti, coperti dal profondo verde delle leccete, dal giallo delle ginestre e dall’azzurro della lavanda, dal bianco e viola del cisto; emergono imponenti sughere e olivi selvatici. Il Parco Nazionale, proprietario della Fortezza organizza visite guidate in cui si integrano aspetti paesaggistici, storici e naturalistici.

L'EURITE DI CAPO BIANCO

Le bianche falesie di Capo Bianco e della Padulella sono scolpite nell’eurite, una aplite porcellanacea formata da quarzo, muscovite e feldspato potassico, caratterizzata da inclusioni nerastre di tormalina. Dal loro smantellamento ed arrotondamento si sono formati i ciottoli della spiaggia de Le Ghiaie a Portoferraio, là dove, come vuole Apollonio Rodio, sbarcarono gli Argonauti e macchiarono i bianchi ciottoli con lo sporco del loro sudore.

PORTOFERRAIO E LE VISTE

I calcari a Calpionelle de Lo Scoglietto, annunciano la grande massa di ofioliti sulle quali venne costruita la città di Cosimo. Ai suoi piedi le Viste e, oltre il Ponticello, la città moderna dove un tempo erano gli altiforni e prima di loro, le saline. In queste zone predominano l’aplite di Capo Bianco e il porfido granitico: due formazioni magmatiche affiliate al batolite monzogranitico del Monte Capanne. Con blocchi di porfido e bozze di aplite sono state edificate le fortezze di Cosmopoli; con lastre di calcare bianco o rosato pavimentate le sue strade. Blocchetti verdi di serpentinite e grigi di calcari a Calpionelle sono stati usati per innalzare, sopra una spianata di basalto, i muri a opus reticolatum della Villa romana delle Grotte.

PORFIDI E FLYSCH

Monte Cocchero è un cucuzzolo di porfido, dove è presente un circolo megalitico riferito all’età del Bronzo avanzata (1200 - 1000 a.C.), e da cui si dominano le piane di Campo e di Lacona. Sulle piane si stende una coltre di rocce sedimentarie formata quasi totalmente da due distinte formazioni note come Flysch di Marina di Campo e Flysch della Madonna di Lacona, sedimentate nel bacino ligure-piemontese, al di sopra del complesso ofiolitico. La prima è costituita da strati di arenaria intercalati con livelli più fini argillitici e marnosi, e la sua area di affioramento si estende fino al Colle del Fontanaccio sopra il Golfo di Viticcio, al Poggio del Mulino a vento, Capo Fonza, e ad oriente giunge a Capoliveri. L’età è il Cretacico superiore (85 - 65 Ma). La formazione della Madonna di Lacona, affiora in prossimità dell’omonimo Santuario, ed ha una estensione molto più limitata. È costituita dalla alternanza di argilliti e calcilutiti silicizzate e marne dell’Eocene medio (50 - 40 Ma) e nonostante la più giovane età rispetto al Flysch di Marina di Campo, soggiace a questo. Uno dei segni dei grandi fenomeni tettonici che hanno segnato la storia geologica dell’Elba.

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