Sala 3

La Terra del Granito 

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IL BATOLITE

Il Monte Capanne è un batolite della famiglia dei graniti, formato in netta prevalenza da monzogranito, cristallizzato a poche centinaia di metri entro la crosta, circa 7 milioni di anni fa. L’attività magmatica nell’Elba occidentale era iniziata attorno ad un milione di anni prima, con la messa in posto delle masse di aplite prima e dei porfidi poi, entro le unità del complesso ofiolitico, che vengono intensamente termometamorfosate, e delle formazioni di Marina di Campo e di Lacona che costituivano la copertura della camera magmatica. L’innalzamento crostale provocato dalla risalita del batolite determinò lo scivolamento della copertura verso oriente, fino alle Terre del Ferro. Poi attorno a 6 milioni di anni fa nell’Elba sud orientale un’altra massa monzogranitica si mise in posto entro gli gneiss di Calamita, e anche qui, come per l’Elba occidentale, le formazioni che si accavallavano sopra gli gneiss scivolarono verso est lungo una faglia a basso angolo evidenziata dalle brecce dello Zuccale e di Terranera.

LA COSTA DEL SOLE

La massa granitica del Capanne è incisa da milioni di anni dalle acque e dal vento; modellata dai ghiacci e dalla salsedine. Si sono formati contrafforti e valli, tafoni e “Mostri di pietra”, tor e macei. Alla Madonna del Monte di Marciana, una grande aquila scolpita dal vento e dalla salsedine ci ricorda i luoghi vissuti da Napoleone e Maria Walewska. La Torre pisana di San Giovanni eretta su di un maestoso tor, domina il mare di Campo, lungo la strada che porta alla fonte del Castagnone e al Perone. Monte San Bartolomeo, dove la testa dell’oplita nasconde la chiesa del Santo. Nella magia delle scogliere di Sant’Andrea, il mare evidenzia grandi cristalli di ortoclasio.

Vi sono luoghi nascosti, dove il granito è lo scrigno di policrome tormaline, di splendidi cristalli di berillo, quarzo e ortoclasio, o dove emergono dalla macchia antiche colonne e bacili, rimasti incompiuti, e circoli di misteriosi menhir. Qui, fra San Piero e Seccheto, per millenni è stata cavata la pietra con la quale sono state fatte le colonne del Pantheon di Roma e delle Cattedrali di Aquisgrana e di Pisa; la vasca della Fontana dell’Oceano del Giambologna a Boboli, fino alla moderna scultura di Giò Pomodoro, a Pomonte. Un’opera posta al Calello, là dove un tempo si caricavano nei barconi il vino e il granito; dove da sempre si ripete, ma sempre diverso, lo spettacolo del sole che nello scorrere dell’anno tramonta da dietro i monti della Corsica fino al mare di Capraia. Una sinfonia di colori e di luci che inizia con le ripe e le coti di granito che si tingono di una intensa luce rosata, prosegue con il crescendo dei colori del melograno che tingono il cielo azzurro, ed esplode quindi nelle tinte violacee del rosso vermiglio. È uno spettacolo semplice e grandioso, con il quale siamo giunti alla fine di un viaggio durato un giorno, ma che può durare una vita.

© 2020 by Luciano Regoli, Giuseppe Tanelli