LA MOSTRA 

ELBA DA SCOPRIRE

Giuseppe Tanelli

La nave lascia Piombino. Il profilo dell’Elba, illuminata dal sole dell’alba, è sempre più netto. A sud il mammellone della Penisola di Calamita. E’ la terra più antica dell’Elba. È un pezzetto della Pangea, il Supercontinente che 260 milioni di anni fa riuniva tutte le terre emerse del Globo. Qui inizia la Terra del Ferro che corre lungo costa passando da Terranera, Ortano, Rio, fino a Cavo. In secondo piano Portoferraio e la Terra di Mezzo, poi all’orizzonte il profilo del Monte Capanne, Marciana, l’Enfola, la sede del Parco Nazionale: la Terra del Granito.

L’Elba è stata definita un grandioso museo mineralogico all’aperto; un museo vivo e diffuso che narra una storia geologica che si perde negli incerti tempi del Paleozoico antico, e giunge fino a noi lasciandoci le testimonianze dei grandiosi fenomeni geodinamici e climatici, che hanno modellato i suoi monti e le sue valli, le sue scogliere e le sue piane, e in larga parte hanno condizionato i popolamenti animali e vegetali e la stessa storia antropica dell’Isola. Un piccolo frammento del Pianeta in cui viviamo, le cui bellezze possono aiutarci ad amare la Madre Terra e così, a rispettare i suoi limiti, le sue fragilità e le sue regole di vita. Questa è la cronaca di una giornata passata all’Elba, dove si narrano scampoli della sua Grande Storia, quella scritta nei suoi paesaggi, nei suoi minerali, nei suoi sassi, nella sua cultura. Una cronaca che si chiude negli scogli di Pomonte, nel lontano occidente dell’Elba, quando il sole scompare dietro i Monti della Corsica e i colori del melograno invadono il cielo.

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Silvano (Nano) Campeggi,  L'Elba e i suoi sassi, 1995 

© 2020 by Luciano Regoli, Giuseppe Tanelli